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Gli scienziati scoprono tendenze nelle precipitazioni piovose nelle regioni aride che sfidano le teorie del cambiamento climatico

Un’analisi di 50 anni di dati sulle precipitazioni piovose nelle regioni aride da parte dei ricercatori dell’Università di Cardiff e dell’Università di Bristol nel Regno Unito ha dimostrato una diminuzione dell’intensità delle piogge, nonostante un aumento complessivo della piovosità. I risultati contraddicono la ricerca che suggerisce che il riscaldamento globale causerà piogge più intense, perché un’atmosfera più calda può contenere più umidità e gli oceani più caldi evaporano più velocemente, immettendo così più umidità nell’atmosfera.

L’autore principale dello studio, il dottor Michael Singer della School of Earth and Ocean Sciences dell’Università di Cardiff, ha affermato: “Nelle zone aride, le piogge convettive controllano l’approvvigionamento idrico, il rischio di alluvioni e l’umidità del suolo, ma poche informazioni erano disponibili su come il riscaldamento atmosferico influenzerà fenomeni quali i temporali, soprattutto a causa della limitata umidità in queste aree”.

Prima di questo studio, il rapporto tra il riscaldamento climatico e le precipitazioni intense era stato analizzato solo nelle regioni in cui la presenza di umidità era relativamente elevata. Nessuna ricerca era mai stata intrapresa per esaminare il rapporto tra i cambiamenti climatici e le piogge nelle regioni aride, dove gli intensi ma brevi temporali sono la maggior fonte di precipitazioni piovose e dove la disponibilità di umidità sul terreno è estremamente limitata.

Per esplorare questi rapporti, gli scienziati hanno analizzato oltre 50 anni di dati sulle precipitazioni piovose, misurate ogni minuto, presso un bacino di drenaggio semiarido nell’Arizona sud-orientale, la cui temperatura presentava una tendenza al rialzo in quel periodo. L’analisi ha dimostrato un calo nell’intensità delle piogge, nonostante un aumento complessivo delle precipitazioni negli anni. Lo studio ha evidenziato un declino a lungo termine nelle precipitazioni intense, superiori a 25 mm/h, e un conseguente aumento nel numero di temporali più leggeri, con una piovosità complessiva inferiore.

Il co-autore dello studio, la dottoressa Katerina Michaelides della School of Geographical Sciences and Cabot Institute dell’Università di Bristol, ha affermato: “I nostri risultati sono coerenti con la ricerca precedente nel bacino del Colorado, che ha confermato una diminuzione del deflusso nella parte superiore del bacino. Il nostro lavoro dimostra una diminuzione più regionale delle risorse idriche in questa regione arida, un fenomeno che può essere riscontrato anche in altre regioni aride del mondo”.

Dal momento che le tendenze nelle precipitazioni convettive non sono facilmente individuabili nei dati pluviali giornalieri e non sono ben simulate dai modelli climatici globali o regionali, i ricercatori hanno creato un nuovo strumento per valutare gli effetti del cambiamento climatico sui modelli e le tendenze delle precipitazioni nelle aree aride. Questo modello, STORM, simula i singoli temporali e la loro “espressione” su un bacino fluviale e può rappresentare diverse classi di cambiamento climatico nel corso di numerosi decenni. Il dottor Singer ha dichiarato: “Riteniamo che questo modello sia uno strumento utile per simulare il cambiamento climatico nelle regioni e nei casi in cui i modelli e i metodi tradizionali non sono in grado di catturare le tendenze”.

- October 2017

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